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La censura Firmò il «metodo» ma il suo cognome ebraico scomparve col regime fascista

Elena Fuoridalghetto avatar Martedì 27 Dicembre 2011, 08:58 in Storia di Elena Fuoridalghetto

Alice Hallgarten e Leopoldo Franchetti

«Pertransiit beneficiendo» è scritto sulla lapide di Alice Hallgarten nel cimitero acattolico di Testaccio. Filantropa, educatrice e pedagogista, nacque il 23 giugno 1874 a New York e morì di tubercolosi cent' anni fa, il 22 ottobre 1911, a Leysin in Svizzera. Ebrea, coltissima, padroneggiava quattro lingue: per alcuni anni visse in Germania, poi a Roma dove assisteva i bambini abbandonati del quartiere San Lorenzo. Conobbe il barone Leopoldo Franchetti, che abitava a Villa Wolkonsky, e nel 1900 si sposarono: «Poldo» aveva ventisette anni più di lei e ne condivideva gli ideali sociali e umanitari. Senatore del Regno, di nobile famiglia ebrea livornese, fondò con Giustino Fortunato l' Associazione per gli interessi del Mezzogiorno e condusse con Sidney Sonnino l' inchiesta sulle condizioni della Sicilia.

Possedeva in Umbria, a Città di Castello, settecento ettari con 36 poderi. Nel 1901 a Villa Montesca e poi a Rovigliano, Alice aprì due scuole per dare l'istruzione elementare gratuita ai figli dei contadini. Maria Montessori fu chiamata a tenervi i suoi corsi, sostenuta dai Franchetti che finanziarono la pubblicazione nel 1909 del suo «Metodo» di psicologia per l'infanzia. Fu codificato come Metodo Franchetti-Montessori finché il regime ordinò di fare sparire il cognome ebraico. La giovane baronessa frequentava le case coloniche, ascoltava le contadine analfabete: nel giugno 1908 aprì il Laboratorio Tela Umbra, dove le ragazze e le loro maestre tessevano su telai ottocenteschi e su uno più moderno acquistato a Londra. Le lavoratrici partecipavano alla ripartizione degli utili, c'era la mensa, fu aperto il primo asilo aziendale d' Italia. Il libro «Cara Marietta», a cura di Maria Luciana Buseghin e Clara Peli (ed. Tela umbra), raccoglie le lettere di Alice: «È venuto il momento nel quale dobbiamo separarci», scrisse dal sanatorio ai suoi piccoli protetti, «ma, se sentite come me, saprete che per chi veramente ama non c'è separazione, che l'amore è più forte anche della morte!». Il marito è sepolto accanto a lei: si suicidò il 4 novembre ' 17 lasciando per testamento i suoi fondi ai coloni che li coltivavano.

(Corriere della Sera)

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3 commenti
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28 Dic 2011
alle 16:32

Fuoridalghetto

Grazie :)

2
27 Dic 2011
alle 20:23

gianfranco fiore

Bravissima a ricordarli Elena fuoridalghetto.

1
27 Dic 2011
alle 16:37

isabella Musumarra

Le mie parole.......non ne ho.   Non ho parole all' Altezza di queste VITE : " ALICE- LEOPOLDO ".

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