Abbattere i pregiudizi

La data vera è il prossimo 30 aprile, ma la festa grande per i 95 anni del rabbino emerito di Roma Elio Toaff (classe 1915) sarà il 3 maggio con una serie di iniziative - da un convegno ad un libro ad una mostra ad un documentario - promosse dalla Fondazione intestata a suo nome e presieduta da Ermanno Tedeschi. Una festa - sono stati invitati anche il presidente Napolitano e il premier Berlusconi - alla quale hanno già aderito molti esponenti politici - da Gianni Letta a Carlo Azeglio Ciampi, livornese come Toaff e suo amico di vecchia data -, della cultura e dell'imprenditoria. «È l'omaggio - spiega Tedeschi - ad un grande ebreo italiano. Ma non solo: anche al suo impegno civile, politico, ad esempio come partigiano, e alla sua grande attenzione al dialogo e ai rapporti tra cristiani ed ebrei. Toaff rappresenta benissimo la vera storia dell'ebraismo italiano dalle leggi razziali ad oggi. Rendere omaggio a lui, significa lasciare un insegnamento per le generazioni future».
A Toaff - che è stato rabbino capo di Roma per 50 anni, dal 1951 al 2001 quando lasciò la carica e fu sostituito da Riccardo Di Segni - il 3 maggio sarà presentato il libro 'Elio Toaff, un secondo di vita ebraica in Italià di Anna Foa (edito da Zamorani e curato dalla Fondazione) che raccoglie una serie di testimonianze sulla sua storia. Seguirà un documentario, curato dal figlio Daniel, vicedirettore di Raiuno, con i filmati sul suo rabbinato a partire da quelli sulla storica visita di papa Wojtyla in Sinagoga il 13 aprile del 1986. Sarà quindi la volta della presentazione ufficiale della Fondazione con gli interventi di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità romana, di Riccardo Di Segni, il rabbino in carica e una serie di testimonianze tra cui quella di Carlo Azeglio Ciampi e di Andrea Riccardi, della Comunità di Sant'Egidio. Il giorno dopo, il 4 maggio, sarà inaugurata al Museo ebraico la mostra a lui dedicata e curata da Daniela Di Castro. «La Fondazione - dice ancora Tedeschi, che è torinese - è un'emanazione della Comunità ebraica di Roma ed è operativa dal mese di ottobre. Il suo primo atto è stato di contribuire alla visita di Ratzinger in sinagoga e alla mostra inaugurata in quell'occasione. Il suo compito è quello di sostenere, attraverso la raccolta dei fondi, le varie attività culturali della Comunità, tra cui quelle del Museo ebraico, del Centro Pitigliani e anche della scuola. Il 3 maggio - aggiunge - non è soltanto la celebrazione di un compleanno, ma anche di un uomo che ha fatto la storia ebraica italiana». «Ho incontrato il Rabbino Toaff a casa sua nel mese di dicembre e - conclude Tedeschi - sono rimasto colpito dal suo desiderio di trasmetterci continuamente qualcosa e dalla voglia di continuare a vivere per offrirci un messaggio di saggezza anche solo con il suo sguardo. La sua casa è un museo, un luogo in cui si vive la storia di un secolo caratterizzato da grandi tragedie ma anche da indimenticabili conquiste morali».
Grande Rabbino e grande Italiano.
alle 13:46
Guido
L'Italia ha Elio Toaff e Tarcisio Bertone. Io sto col primo e da Lui ho imparato tantissimo. Dal secondo non ho imparato nulla.