Abbattere i pregiudizi

L’incontro organizzato in collaborazione con L’Università per Adulti di Lugo sarà introdotto da Silvia Golfera e Gilberto Zappitello. Al termine brindisi finale con la consueta degustazione di vini. Ancora un appuntamento dedicato alla storia del XX secolo per Caffè Letterario in cui si racconterà della vita di Luciana De Marchi e della sua personale battaglia contro Stalin, cominciata quando aveva appena tredici anni. Suo padre Gino, regista cinematografico, era un attivo militante del Partito comunista, emigrato in Russia neI 1921 per 'servire la causa della rivoluzione socialista'. Ma nel 1922 fu accusato ingiustamente di essere una 'spia dell'Italia fascista' e nel 1937, durante i processi staliniani, fu di nuovo arrestato con la stessa imputazione. Sottoposto a incalzanti interrogatori, De Marchi continuò a negare con fermezza di aver svolto attività di spionaggio. Fu condannato, senza processo, alla pena capitale e venne fucilato a Butovo. Ufficialmente morì di peritonite in un gulag. Luciana De Marchi ha dedicato la sua intera esistenza alla ricerca del padre e alla difesa della sua memoria. Gabriele Nissim, che ha incontrato Luciana De Marchi numerose volte, ricostruisce nel suo libro una vicenda umana che la storiografia ufficiale ha fino ad oggi ignorato.
Lo storico e giornalista Gabriele Nissim è nato a Milano nel 1950 e si è sempre occupato della realtà culturale e politica dell'Europa orientale, realizzando numerosi documentari per le reti televisive di Canale 5 e della Svizzera Italiana sull'opposizione clandestina al comunismo, sui problemi del post-comunismo e sulla condizione ebraica nell'Est. È presidente del Comitato per la Foresta dei Giusti - Gariwo che ha iniziato a operare a Milano nel 1999 e si è costituito ufficialmente nel 2001. Il termine Giusto è tratto dal passo della Bibbia che afferma "chi salva una vita salva il mondo intero" ed è stato applicato per la prima volta in Israele in riferimento a coloro che hanno salvato gli ebrei durante la persecuzione nazista in Europa. Il concetto di Giusto è stato ripreso per ricordare i tentativi di fermare lo sterminio del popolo armeno in Turchia nel 1915 e per estensione a tutti coloro che nel mondo hanno cercato o cercano di impedire il crimine di genocidio, di difendere i diritti dell'uomo nelle situazioni estreme, o che si battono per salvaguardare la memoria contro i ricorrenti tentativi di negare la realtà delle persecuzioni.
Ingresso libero. Ulteriori informazioni su www.caffeletterariolugo.it
alle 13:53
Alessandra
Però! Interessante!