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Karma Kosher di Anna Momigliano

Elena Fuoridalghetto avatar Lunedì 17 Agosto 2009, 08:58 in Books di Elena Fuoridalghetto

Karma Kosher

Come vivono i giovani israeliani la guerra? Come si pongono di fronte agli adulti e nella società in cui vivono? In pochissimi possono dire di conoscere questi aspetti del Paese, poiché in genere i media prestano attenzione soltanto agli scontri con gli arabi e alle vicende politiche. Da qui nasce il libro Karma Kosher di Anna Momigliano, giornalista del Riformista che, come ha raccontato lei stessa, in un viaggio in Medio Oriente con alcuni suoi colleghi, si è accorta che essi non conoscevano praticamente nulla degli abitanti di questo piccolo Stato.

Scritto con uno stile giornalistico e giovanile, il libro descrive le generazioni di 15-35enni che vanno dalla fine degli anni '80 ai giorni nostri, giovani laici e di sinistra che abitano principalmente a Tel Aviv (definita dagli stessi telavivini la "bolla", un mondo un po' separato dal resto del Paese, lontano dagli echi politici, religiosi e, per un breve periodo, anche dagli attacchi terroristici e missilistici).

La Momigliano racconta questo mondo dal di dentro, non solo con simpatia ed empatia, ma anche con grande competenza, dimostrando di conoscerlo a fondo o per averlo vissuto di persona. Non è, però, un'analisi sociologica, è una vivace e brillante panoramica di una parte della società, dei giovani liberal, dei sionisti convinti (che a volte pagano con la vita stessa, come Uri, il figlio dello scrittore David Grossman), ma anche di coloro (una piccolissima parte della popolazione) che vengono definiti - erroneamente - refusenik (coloro, cioè, che si rifiutano di prestare il servizio militare nei territori contesi), della "generazione di Oslo" (che si riuniva nelle piazze della città a sostegno del Processo di Pace) e di quella di Rabin (successiva al suo assassinio) di come vivono, di cosa pensano, delle loro emozioni, delle speranze e delle delusioni, dei tentativi di evadere la dura realtà, confrontandole con i loro "fratelli maggiori", la generazione del Libano (coloro che erano adolescenti o soldati nei primi anni '80) in un continuo passaggio dal livello politico al mondo musicale, letterario e artistico, facendo confronti con le trasmissioni, i cantanti e gli attori americani ed europei più famosi per meglio rendere l'idea ai più, parlando anche dei tantissimi modi di esprimersi, alcuni molto originali, come ne "la guerra degli stickers"- degli adesivi, altri ora più comuni, come i bloggers.

In breve, il lettore si troverà a compiere un viaggio in un Paese di cui si parla tanto ma si conosce veramente poco.

Io per Agenzia Radicale

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