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L'umorismo yiddish di Nathan Englander

Elena Fuoridalghetto avatar Mercoledì 2 Gennaio 2008, 08:51 in Books di Elena Fuoridalghetto

Nathan Englander(per cominciare il 2008 è meglio partire con l'umorismo)

Di Nathan Englander si sono accorti immediatamente tutti gli addetti ai lavori dacché il New Yorker, The Atlantic Monthly e Story hanno iniziato a pubblicare i suoi racconti.

E al genere del racconto Englander deve il suo successo, “Per alleviare insopportabili impulsi” (2007, Mondadori, pagg. 222) ha finito per divenire un fenomeno letterario venendo pubblicato in otto Paesi dagli editori più rinomati, e mettendosi in luce un talento per il racconto come non accadeva dai tempi dell’esplosione negli Stati Uniti di Thom Jones (in Italia “Sonny Liston era mio amico”, “Il pugile a riposo”, “Ondata di freddo” tutti editi da Minimum Fax).

Ebreo ortodosso è stato educato in una yeshiva (una scuola talmudica) in un sobborgo di Long Island. Nathan Englander è cresciuto a New York ma vive a Gerusalemme. Ha studiato all'Università di Gerusalemme, ha preso la laurea all'Università di Binghamton ed il diploma all'Università dell'Iowa.

Il romanzo di Englander “Il Ministero dei Casi Sepeciali”, (2007, Mondadori, pagg. 391) è finalmente un lavoro innovativo che sfugge alla trappola in cui cadono spesso gli autori al primo lavoro, quella di dilungarsi in questioni familiari tipiche di adolescenze turbate, finendo poi per raccontare soprattutto storie personali che non sempre risultano così interessanti.

Il protagonista, Kaddish Poznan, porta il nome della preghiera ebraica per il lutto in omaggio alla antica tradizione sull’utilizzo di nomi simbolici per ingannare l’angelo della morte. La storia si svolge in Argentina, nel 1976, nell'anno della tragedia dei desaparecidos.

Erede di una strampalata società di Buenos Aires che metteva insieme donne di marciapiede e gentaglia ebrea il protagonista si trova ad ammettere la sua discendenza da padre incerto e gli altri eredi lo comprano per entrare nel cimitero e cancellare dalle lapidi i nomi rispettabili che con fatica si sono costruiti.

 Ma come accade nei lavori di Englader ad azione corrisponde reazione e con un simbolismo macabro accade che la polizia prenda Fato, figlio di Kaddish.

 Il lettore da subito sa che di lui non si saprà più nulla, ma la crescente angoscia della ricerca dei genitori, il carattere crudele della dittatura argentina di quegli anni, creano una tensione palpabile e coinvolgente.

 Strada facendo sullo sfondo della disperazione si affacciano volti grotteschi di un male che si nasconde nel lato oscuro di persone conosciute come la moglie di un generale con nelle braccia un bimbo rubato.

Infine giunti al Ministero dei Casi Speciali, è difficile non scorgervi un omaggio a Franz Kafka, per il carattere surreale del luogo, per il non senso del dolore e per la ricerca di una affinità stilistica.

Englander è stato selezionato dal The New Yorker tra i “20 Scrittori per il 21mo Secolo. Ama gli scrittori russi, Gogol, Dostoevsky e Chekhov, ama Kafka e la “Peste” di Camus. Il “1984” di George Orwell, più in generale dice di amare storie che raccontano di gente intrappolata.

 “Sto cercando di dire qualcosa in merito alla cancellazione di sé e della propria identità.” ha detto in un’intervista, con buona pace di tanti che lo tirano per la giacchetta tentando strumentalizzazioni politiche (naturalmente in chiave anti-israeliana).

 Il suo romanzo risulta infatti senz’altro dal contenuto apolitico e di Englander tutt’al più si può rimarcare come sia stato uno dei pochi narratori contemporanei (il solo?) ad “osare” raccontare la repressione antisemita stalinista, nell’ironico, paradossale, amaro e profondo primo racconto di “Per alleviare insopportabili impulsi” dove oggetto della retata sono un gruppo di scrittori ed intellettuali ebrei russi in epoca stalinista.

Nel romanzo “Il Ministero dei Casi Speciali” è commovente comunque il parallelismo che viene naturale e nasce dal tentativo da parte dei parenti dei deparecidos di trovare i corpi delle vittime, la stessa cosa che accade in Israele con i parenti che cercano parte dei corpi delle vittime degli attentati suicidi.

La cifra stilistica di questo nuova promessa proveniente dal mondo ebraico va ricercata nella capacità di affrontare argomenti “pesanti” sapendo guidare il lettore sul filo del paradosso e del sorriso dentro l’ingiustizia e il dolore inflitti dall’arroganza stupida del male. Roth potrebbe aver trovato il suo erede.

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